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La città di Mondovì, capoluogo della zona detta “monregalese”, fu fondata nel 1198 dagli abitanti di Vicoforte, Vasco e Carassone che a causa dell’odio nei confronti del Vescovo di Asti, loro Signore, si rifugiarono su di un monte per fondarvi un nuovo nucleo abitativo. Ecco perché la nuova città venne chiamata Monte di Vico e in seguito Mondovì. La parte alta della città (Piazza), raggiungibile con la comoda e moderna funicolare progettata da Giorgetto Giugiaro, è raccolta su di un colle tra mura medievali e domina i rioni sottostanti. Le strade di Piazza convergono verso la bella Piazza Maggiore, circondata da portici, su cui si affacciano il Palazzo dei Bressani (sec. XIII), i palazzi del Governatore, della Sottoprefettura, del Comune e l’inserto barocco della chiesa e del collegio dei Gesuiti. La chiesa dei Gesuiti, detta “La Missione” e dedicata a San Francesco Saverio, venne costruita dal Boetto nel ‘600 e dipinta all’interno dal Pozzo che diede prova della sua bravura di prospettico che confermò nelle opere realizzate a Roma e a Vienna. Sempre in Piazza Maggiore si trova il Museo della Ceramica Vecchia Mondovì, un museo multimediale di ultima concezione ospitato nelle sale del Palazzo Fauzone di Germagnano. Le sale si affacciano con una vista superba sulla piazza, sulle Alpi Marittime, sulla pianura cuneese e sulle Langhe Monregalesi, e mantengono, sapientemente restaurate, i propri affreschi, stucchi e arredi risalenti ad un arco di tempo plurisecolare.

Salendo da Piazza Maggiore verso nord si raggiunge il Vescovado, attualmente chiuso per lavori di restauro. L’edificio fu sede universitaria dal 1556 al 1719 e al suo interno sono custoditi alcuni preziosi ambienti, come la Sala delle Lauree e la Sala degli Arazzi, tessuti da F. van den Hecke su cartoni di Rubens nel 1619. Poco oltre c’è la Cattedrale di S. Donato, progettata dall’architetto monregalese Gallo nel ‘700, ed infine il giardino del Belvedere da cui si gode uno splendido panorama dominato dalla Torre Civica. Sempre a Piazza ci sono la Sinagoga del ‘700 e la chiesa della Misericordia, altro esempio dell’estro giovanile del Gallo. Nel rione di Breo, sede attuale del comune e centro della vita commerciale, si può ammirare la chiesa dei Santi Pietro e Paolo con la facciata barocca e con il “Moro”, un curioso automa che si alza dal trono per battere le ore e che è il personaggio principale del carnevale monregalese. Tra le costruzioni degne di nota ci sono i palazzi signorili e l’imponente chiesa barocca di S. Filippo, disegnata dal Gallo ed innalzata nel 1734-57. Sulla strada che scende a Vicoforte merita una sosta la piccola Cappella di Santa Croce che contiene un magnifico ciclo pittorico – attribuito ad Antonio di Monteregale ed eseguito dal 1450 al 1460 – nel quale si notano le i nfluenze dello Jacquerio.

La città del tempo

La prima cosa che colpisce passeggiando per il centro storico, è la quantità di meridiane ed è per questo che Mondovì è conosciuta come la città del tempo! Sono tante e tutte diverse tra di loro: linee di meridiana, meridiana con linee europee, linea diurna equinoziale, stilo polare o mancante. Con uno o più quadranti, con ore astronomiche, ore italiche comuni o ad ore temporarie

Il Santuario di Vicoforte

A 6 km da Mondovì, in una piccola valle ai piedi di Vicoforte, sorge il Santuario Regina Montis Regalis, meta di pellegrinaggio per la venerata immagine della Madonna con Bambino. Gioiello architettonico- urbanistico, il Santuario si fregia della più grande cupola ellittica del mondo. Fu costruito dall’orvietano Vitozzi a partire dal 1596, come luogo dedicato al culto della Vergine e, nelle intenzioni, per ospitare le tombe dei Savoia. Nel ‘700 un nuovo slancio venne da Francesco Gallo e dal progetto della cupola, che ebbe anche il parere favorevole di Filippo Juvarra: alta 76 metri nel centro, con un asse maggiore di oltre 36, la maestosa cupola ricopre una superficie interna di 6036 mq. (quasi un campo da football!). Per le decorazioni si alternarono diversi artisti, tutti volti a rappresentare il più grande affresco esistente a tema unico: la Vergine, la sua vita terrena, l’attesa della redenzione e l’assunzione in cielo. Il grande lavoro pittorico fu portato a termine nel 1752 da Mattia Bortoloni di Rovigo e Felicino Biella di Milano. L’annesso convento è sede della Casa Regina Montis Regalis, struttura per pellegrini e turisti.

Nei cieli di mondovì

Mondovì è a tutti gli effetti considerata la città delle mongolfiere. La prima mongolfiera arrivò in provincia nel 1979 acquistata dall'Aeroclub "Provincia Granda" di Cuneo ed importata dall’Inghilterra. Fu la prima ad essere immatricolata in Italia e il primo pilota volontario fu il monregalese John Aimo: da quell'esperienza nacque la prima scuola di pilotaggio del Paese. Dopo oltre 30 anni di passione di una manciata di pionieri (oggi veterani e campioni) e grazie a particolari condizioni che fanno di quest’area una delle migliori al mondo per il volo, i balloons sono ormai una presenza costante nel cielo: “adottate” dalla città, le mongolfiere ne sono diventate un simbolo. Mondovì è oggi una capitale internazionale di questo volo: il primo porto aerostatico italiano, il raduno più longevo, una scuola internazionale, l’unico aeroclub monospecialità del Paese, eventi ai massimi livelli come il Campionato italiano o le olimpiadi dell’aria, WAG-World Air Game.